(via speciesbarocus)
Questo tumblr non esiste
...l'inconcepibile foglio centrale non avrebbe rovescio.
Jorge Luis Borges
Il tumblr di AubreyMcFato.Di libri, dati e conversazioni
Rebloggo questa riflessione di Andrea sulla decadente situazione del “social reading”, in Italia e altrove, e spendo altre due parole su Anobii.
Come hanno già detto Andrea e gli autori degli articoli da lui linkati, Anobii rappresenta decisamente un’eccezione in quanto piattaforma che ha avuto successo più in Italia che altrove, e di parecchio. Sarebbe quindi un vero peccato se venisse abbandonato a sé stesso, cosa forse già avvenuta.
Il sito non è mai stato perfetto, confrontato alla quasi totalità delle piattaforme social odierne lo si può definire tranquillamente brutto, ma funziona, a parte l’app per android che fa pena e mi ha letteralmente aggiunto libri a caso alla libreria. Funziona e sopravvive per un solo motivo: la mole di dati che è andata sedimentandosi negli anni (tra l’altro, relativamente pochissimi: miracoli crowd, io mi meraviglio sempre nel vedere libri impensabili posseduti da centinaia di utenti). Ed è una mole di dati buona. Chi contribuisce ad un articolo di Wikipedia mediamente non è affatto stupido: come si può pensare che una persona spinta dalla voglia di contribuire alla conoscenza altrui, gratuitamente e sostanzialmente in modo anonimo, quindi senza riconoscimenti, possa essere stupida? Mediamente, dico. Sarebbe stupido pensarlo. Così chi si prende la briga di annotare i libri che ha letto, giudicarli, recensirli, condividerli, chi è incuriosito dalle librerie altrui (digitali, quindi gente che un po’ ha abbandonato il luogo comune del profumo dei libri e della libreria come negozio fisico - ah, non mi si venga a dire che entrare alla Feltrinelli è ancora un’esperienza gradevole), dicevo, mediamente, non sarà un totale imbecille. No? Negli ultimi anni gli spunti di lettura più originali li ho trovati lì dentro, più che parlando con la gente. Il modo in cui è strutturato il servizio in Italia, ad oggi, libero da logiche di business (e debole anche per questo), è forse l’unico possibile. Spero che sopravviva, o che da questo progetto ne nasca un altro migliore, senza che tutta questa Informazione vada perduta.
And by the way, la mia libreria.
According to the New York Times sculptor Mario Ceroli is one of the least known yet most influential artists of the Italian post-war scene. His work spans over forty years and I encourage you to take a deep dive into his website to explore his wide range of installations and sculptures. Two of his most beautiful works depict crashing waves sculpted from thin layers of precisely cut wood and glass titled La Vague and Maestrale. The energy present in the works is remarkable as if any moment the materials are going to crash into the gallery floor. Also, if you’ve ever been to the Adelaide Botanic Garden in Australia you may have seen a similar piece by sculptor Sergio Redegalli called Cascade. (via connaissance des arts, claudio, and tate_ellen)
(via proofmathisbeautiful)
del-fi: Lessons from Mendeley: Where's The Open In The Model?
So Mendeley got bought by Elsevier. And there was much teeth-gnashing. I won’t link to it but it spawned two solid hashtags: #mendelsevier and #mendelete.
I have a Mendeley account, but never used it other than to test the system against Zotero, which is what I use to track my own work….
(via procionegobbo)



